2012 Marocco: Gennaio di Rivolta e Repressione

Fonte (A)narchica

AltreVisioni

Marocco: un gennaio di rivolta e di repressione

MAROCCO RIOTS

Marocco: un gennaio di rivolta e di repressione da parte del nuovo governo……

Le lotte del popolo marocchino sono proseguite con forza per tutto il mese di gennaio. Lotte sindacali, lotte contadine, lotte dei disoccupati, lotte del movimento berbero Amazigh, la lotta a sostegno dei prigionieri politici e contro l’impunità della dittatura, in tutto il paese il popolo sta esprimendo la sua insoddisfazione per la situazione ed il bisogno di un cambiamento, vero e profondo. Il Movimento 20 Febbraio sta manifestando nelle strade e sta preparando il suo primo anniversario.

Segue una breve panoramica su alcune delle lotte:

Taza

Il 4 gennaio, in seguito ad una protesta della Associazione Nazionale dei Diplomati Disoccupati del Marocco (ANDCM), che era l’obiettivo della violenza della polizia, c’è stata una rivolta a Taza in cui più di 20 persone sono rimaste seriamente ferite, tra cui 5 poliziotti.Lo scorso 3 febbraio ci sono stati seri scontri con più di 150 feriti e molti arrestati. La situazione è estremamente tesa.

Taza sconvolto il popolo chiede il rilascio di un detenuto 2012/03/02

Lotte dei lavoratori: i minatori di Ben Guérir, lavoratori agricoli, lavoratori del pubblico impiego…Le lotte dei lavoratori continuano a scuotere il Marocco, dall’esplosione delle proteste dei minatori delle miniere di fosfati a Ben Guérir agli scioperi in vari settori del settore pubblico alle lotte dei lavoratori agricoli. Per oltre 1 anno, i lavoratori delle miniere di fosfati di Ben Guérir, di proprietà della SMESI, una sussidiaria dell’Office Chérifien desPhosphates, compagnia leader del Marocco, hanno chiesto soddisfazione alle loro rivendicazioni.   Stanchi di essere ignorati, hanno occupato il reparto esplosivi minacciando di farsi saltare in aria tutti quanti.
Sono in corso scioperi dei lavoratori statali, della sanità, dell’istruzione, ecc. Contemporaneamente i lavoratori agricoli hanno aperto la loro stagione di rivendicazioni globali, mentre altre lotte proseguono, come quella dei lavoratori agricoli dipendenti della Nufribel, una multinazionale spagnola, ad Agadir oppure nelle aziende agricole a Tiniguir-Dakhla, che sono della Domaines Agricoles, compagnia di proprietà del re, che sono aziende agricole di stato . Video informazione sulla lotta

Violenza delle forze pubbliche di Venerdì 20 Gennaio 2012

le forze di sicurezza a caccia di manifestanti in montagna in Pennekrir

La lotta dei disoccupati, fino alla morte

Abdelouahab Zaidoune, di 27 anni, un post-laureato in legge dell’Università di Fez è morto il 24 gennaio dopo essersi dato fuoco, insieme ad altri 2 compagni, fuori del Dipartimento dell’Istruzione a Rabat. I tanti anni di lotta ed il silenzio alle loro richieste hanno portato questo gruppo di laureati alla più profonda disperazione. Allo stesso tempo, la ANDCM ha dato inizio ad una campagna delle sue sezioni regionali, provinciali e locali con manifestazioni, raduni, sit-in, ecc, in ogni angolo del Marocco, sempre in collegamento con le rivendicazioni popolari, non solo dei disoccupati, ed in molti casi con il coinvolgimento e la partecipazione della popolazione, come nel caso della città di Taza. Ci sono state lotte imponenti nella provincia di Al Hoceima, in particolare il boicottaggio ad Aït Bouayach, dove l’intera popolazione si è rifìutata di pagare l’elettricità a Tinghir, Azilal, Tata, Rabat…
Video dell’auto-immolazione:

Al Hoceima:

Azilal:

La lotta per la terra: Imider, Assoul…

Gli abitanti di sette douars [villaggi] che formano il municipio di Imider (Anou N’Izem, Aït Brahim Ait Mhand, Aït Ighir, Izoumgan, Taboulkhirt ed Ikiss) sono entrati in lotta in difesa della loro terra Amazigh. Vivono in grande povertà in una terra in cui le ricche miniere di argento della SMI (Société Métallaurgique d’Imider) del Groupe Managem (una holding company) hanno dato alla SMI un incremento dei profitti del 35.6% nella prima metà del 2011, inquinando senza controlli la terra ed abusando del suo potere totale su tutta l’area. L’intera popolazione dei 7 douars, eccetto i disabili fisici, si è presentata a Mount Aleaban, bloccando i serbatoi che forniscono d’acqua le miniere. Le loro rivendicazioni sono chiare: infrastrutture stradali, acqua potabile ed elettricità per tutti, una buona scuola ed assistenza sanitaria, e un posto per coloro che vogliono lavorare nella miniera che si trova sui loro terreni collettivi. La contaminazione delle falde acquifere sta colpendo l’intera popolazione dell’area, compresa Tinghir. Gli scarti contaminati delle miniere vengono lasciati all’aperto, per cui cianuro e mercurio, sostanze chimiche usate per il trattamento dell’argento, avvelenano l’intera popolazione. Dal 4 ottobre, Moustapha Ouchtoubane è in galera per aver bloccato il serbatoio della miniera. Poi c’è la lotta esemplare delle donne Amazigh di Assoul, nella provincia di Tinghir, che hanno camminato per 200 km allo scopo di raggiungere Midelt dove hanno preso un autobus per Rabat, 400 km più avanti. Giunte a Rabat hanno tenuto una manifestazione davanti al parlamento per denunciare il saccheggio della terra comune da parte dei capi locali, con la connivenza dello Stato.

Video della lotta a Imider:

Un gennaio di lotte

Il Movimento Amazigh ha festeggiato il Capodanno amazigh con una manifestazione a Rabat il 15 gennaio, facendo vedere che nonostante il riconoscimento dell’identità amazigh nella nuova Costituzione, la lotta per i diritti economici, sociali e culturali del popolo Amazigh continua. Il Movimento 20 Febbraio continua inoltre a sfidare il Makhzen [2] con manifestazioni settimanali in molte città del paese e preparandosi al primo anniversario del movimento con nuove manifestazioni.  Prosegue anche la lotta per la liberazione dei prigionieri politici. Il rilascio del rapper di Casablanca El Haqed (l’Indignato), dopo 4 mesi di prigione e dei sindacalisti Bouarfa Saddik Kabbouri, Mohamed Chennou e di altri loro compagni, è il risultato della solidarietà popolare. Dai prigionieri Sahrawi, al sindacalista Driss Sedraoui e compagni, agli studenti di Tata e Fez in sciopero della fame, la lotta per la liberazione di tutti i prigionieri politici e dei marocchini Sahrawi è ancora viva.
Video delle manifestazioni del Movimento 20 Febbraio:

 Rabat:

Khenifra:

Tangeri:

Casablanca:

Marrakech:

Meknes:

Fès:

Khemisset:

Kenitra:

Video della gioia popolare per la liberazione di El haqed:

Video della carovana di solidarietà con i sindacalisti di Bouarfa:

Mouatamid

Gruppo di lavoro del Nord Africa della Segreteria Internazionale della CGT

Traduzione a cura di FdCA – Ufficio Relazioni Internazionali.

Note:

1. Nel Sahara Occidentale occupato.
2. L’elite governativa, composta dal re e da alti esponenti del potere.

Fonte: cgt // Lakome // Anarkismo

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